Fortificazioni e porte nell’area del santuario urbano (R. Olivito) L’articolo ha l’obiettivo di presentare una nuova ipotesi ricostruttiva delle complesse dinamiche architettoniche ed edilizie che caratterizzarono il sistema difensivo nell’area costiera della città achea ed in particolare nel settore prospiciente il santuario di Punta Stilo. A tal fine, le strutture già identificate negli anni ’50 e ’70 del secolo scorso in vari punti dell’area santuariale sono rilette alla luce delle nuove importanti acquisizioni desunte dalle ricerche dell’Università di Pisa e della Scuola Normale Superiore nel settore meridionale del santuario. In particolare, le indagini condotte in prossimità del saggio di scavo realizzato tra il 1970 ed il 1971 in occasione dei lavori per la costruzione del cavalcavia della SS 106 Jonica, hanno permesso di documentare la complessa articolazione planimetrica di questo settore, che vide succedersi almeno tre importanti accessi all’area sacra, e dunque a quella urbana, a partire dagli ultimi decenni del VII sec. a.C. e fino al secondo quarto del V sec. a.C. È probabile, infatti, che proprio in questo momento un nuovo monumentale accesso, forse un vero e proprio propylon, sia stato realizzato nell’area posta immediatamente a Sud-Est del tempio dorico, in un settore divenuto di importanza cruciale per l’intero santuario, come ben dimostra la collocazione in questo punto della ormai ben nota Tabula Cauloniensis. Il quadro che emerge è quello di una notevole vitalità architettonica, testimoniata appunto dalla realizzazione di ben quattro accessi susseguitisi in meno di due secoli nell’area del santuario. In questo senso le fortificazioni di Kaulonia lungo il fronte costiero dimostrano in maniera esemplare quanto forte, durante l’età arcaica e classica, sia stata la necessità di combinare in maniera organica esigenze difensive e cultuali.

Fortificazioni e porte urbane nell’area del santuario urbano di Punta Stilo a Kaulonia

R. Olivito
2021

Abstract

Fortificazioni e porte nell’area del santuario urbano (R. Olivito) L’articolo ha l’obiettivo di presentare una nuova ipotesi ricostruttiva delle complesse dinamiche architettoniche ed edilizie che caratterizzarono il sistema difensivo nell’area costiera della città achea ed in particolare nel settore prospiciente il santuario di Punta Stilo. A tal fine, le strutture già identificate negli anni ’50 e ’70 del secolo scorso in vari punti dell’area santuariale sono rilette alla luce delle nuove importanti acquisizioni desunte dalle ricerche dell’Università di Pisa e della Scuola Normale Superiore nel settore meridionale del santuario. In particolare, le indagini condotte in prossimità del saggio di scavo realizzato tra il 1970 ed il 1971 in occasione dei lavori per la costruzione del cavalcavia della SS 106 Jonica, hanno permesso di documentare la complessa articolazione planimetrica di questo settore, che vide succedersi almeno tre importanti accessi all’area sacra, e dunque a quella urbana, a partire dagli ultimi decenni del VII sec. a.C. e fino al secondo quarto del V sec. a.C. È probabile, infatti, che proprio in questo momento un nuovo monumentale accesso, forse un vero e proprio propylon, sia stato realizzato nell’area posta immediatamente a Sud-Est del tempio dorico, in un settore divenuto di importanza cruciale per l’intero santuario, come ben dimostra la collocazione in questo punto della ormai ben nota Tabula Cauloniensis. Il quadro che emerge è quello di una notevole vitalità architettonica, testimoniata appunto dalla realizzazione di ben quattro accessi susseguitisi in meno di due secoli nell’area del santuario. In questo senso le fortificazioni di Kaulonia lungo il fronte costiero dimostrano in maniera esemplare quanto forte, durante l’età arcaica e classica, sia stata la necessità di combinare in maniera organica esigenze difensive e cultuali.
Magna Grecia, fortificazioni, temenos, santuario, Kaulonia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/20.500.11771/14543
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