The following paper explores the relationship between sculptural images and urban space in the Roman world, investigating the way statues interact with their surroundings, modifying their functions and perceptions. By examining three case studies - the Forum of Augustus, the Anaglypha from the Roman Forum and the “forum frieze” from the Praedia of Iulia Felix in Pompeii — the contribution analyses the dynamic role of sculpture in the definition and organisation of public space. Statues thus demonstrate their character as ever-changing agents: topographical signs, tools useful for visual orientation, and catalysts of social actions. Their transformation reflects the evolution of the use of urban space, demonstrating that the value of a monument is never static but redefines itself according to the needs and perceptions of the community that uses it.

Il presente articolo esplora il rapporto tra immagini scultoree e spazio urbano nel mondo romano, indagando il modo in cui le statue interagiscono con il contesto circostante, modificandone funzioni e percezioni. Attraverso tre casi di studio — il Foro di Augusto, gli Anaglypha del Foro Romano e il fregio dipinto dai Praedia di Iulia Felix a Pompei — il contributo analizza dunque il ruolo dinamico della scultura nella definizione e nell’organizzazione dello spazio pubblico. Le statue dimostrano così il proprio carattere di agenti sempre mutevoli: ora indicatori topografici, ora strumenti di orientamento visivo, ora catalizzatori di azioni sociali. La loro trasformazione riflette l’evoluzione dell’uso dello spazio urbano, dimostrando che il valore di un monumento non è mai statico, ma si ridefinisce in base ai bisogni e alle percezioni della comunità che lo utilizza.

Immagini che “segnano” i luoghi. L’agentività delle statue nello spazio pubblico di età romana

Olivito Riccardo
In corso di stampa

Abstract

The following paper explores the relationship between sculptural images and urban space in the Roman world, investigating the way statues interact with their surroundings, modifying their functions and perceptions. By examining three case studies - the Forum of Augustus, the Anaglypha from the Roman Forum and the “forum frieze” from the Praedia of Iulia Felix in Pompeii — the contribution analyses the dynamic role of sculpture in the definition and organisation of public space. Statues thus demonstrate their character as ever-changing agents: topographical signs, tools useful for visual orientation, and catalysts of social actions. Their transformation reflects the evolution of the use of urban space, demonstrating that the value of a monument is never static but redefines itself according to the needs and perceptions of the community that uses it.
In corso di stampa
Il presente articolo esplora il rapporto tra immagini scultoree e spazio urbano nel mondo romano, indagando il modo in cui le statue interagiscono con il contesto circostante, modificandone funzioni e percezioni. Attraverso tre casi di studio — il Foro di Augusto, gli Anaglypha del Foro Romano e il fregio dipinto dai Praedia di Iulia Felix a Pompei — il contributo analizza dunque il ruolo dinamico della scultura nella definizione e nell’organizzazione dello spazio pubblico. Le statue dimostrano così il proprio carattere di agenti sempre mutevoli: ora indicatori topografici, ora strumenti di orientamento visivo, ora catalizzatori di azioni sociali. La loro trasformazione riflette l’evoluzione dell’uso dello spazio urbano, dimostrando che il valore di un monumento non è mai statico, ma si ridefinisce in base ai bisogni e alle percezioni della comunità che lo utilizza.
Scultura, agentività, segni spaziali, Foro di Augusto, Anaglypha del Foro Romano, Praedia di Giulia Felice
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11771/35838
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