Trentatré milioni di tifosi. Oltre quattro milioni di praticanti e più di un milione di calciatori tesserati. Quattro coppe del mondo vinte. Il campionato più bello del pianeta per oltre vent'anni. Eppure la Nazionale italiana è fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva, gli stadi sono fatiscenti e il calcio professionistico ha accumulato oltre cinque miliardi di perdite in pochi anni. Come è possibile? Con un'analisi ricca di dati, confronti internazionali ed esperienza diretta ai vertici delle istituzioni calcistiche, l'autore ricostruisce le ragioni di questo declino e ne coglie il significato più ampio: l'incapacità dell'Italia di organizzare ciò che possiede. Questo libro offre perciò una diagnosi critica e una prospettiva di ripresa, individuando le cause della crisi, i falsi miti e i possibili rimedi costruiti su tre pilastri tra loro collegati: infrastrutture, risorse e, soprattutto, cultura. Perché il calcio, prima di essere industria, rimane un gioco. E proprio da lì, dalla formazione, dalla tecnica e dalla fantasia di una gioventù tradita può nascere una speranza credibile di futuro per il calcio italiano.
Quel che resta del calcio. Miti e speranze dello sport più amato dagli italiani / Casini, L.. - (2026).
Quel che resta del calcio. Miti e speranze dello sport più amato dagli italiani
L. Casini
2026
Abstract
Trentatré milioni di tifosi. Oltre quattro milioni di praticanti e più di un milione di calciatori tesserati. Quattro coppe del mondo vinte. Il campionato più bello del pianeta per oltre vent'anni. Eppure la Nazionale italiana è fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva, gli stadi sono fatiscenti e il calcio professionistico ha accumulato oltre cinque miliardi di perdite in pochi anni. Come è possibile? Con un'analisi ricca di dati, confronti internazionali ed esperienza diretta ai vertici delle istituzioni calcistiche, l'autore ricostruisce le ragioni di questo declino e ne coglie il significato più ampio: l'incapacità dell'Italia di organizzare ciò che possiede. Questo libro offre perciò una diagnosi critica e una prospettiva di ripresa, individuando le cause della crisi, i falsi miti e i possibili rimedi costruiti su tre pilastri tra loro collegati: infrastrutture, risorse e, soprattutto, cultura. Perché il calcio, prima di essere industria, rimane un gioco. E proprio da lì, dalla formazione, dalla tecnica e dalla fantasia di una gioventù tradita può nascere una speranza credibile di futuro per il calcio italiano.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


